Conoscere il Cavallo


Siete sicuri di conoscere bene questo meraviglioso animale?

Abbiamo deciso di dedicare questa sezione del nostro sito alla descrizione del cavallo. Analizzeremo le peculiarità comportamentali e i differenti tipi di razze nonchè il loro utilizzo a seconda delle attitudini.

Iniziamo però dal comportamento…

Grazie alle sue doti caratteriali che ne fanno un animale estremamente mansueto e flessibile, il cavallo nella cultura umana, ha sempre occupato un posto di riguardo, meritandosi studi approfonditi e cure particolari.

Già nell’antichità, infatti, nella scelta del cavallo migliore, venivano apprezzate e tenute in considerazione caratteristiche preferenziali quali:

  • una testa che fosse al contempo piccola e leggera per facilitare il compito di chi lo guida,
  • un petto molto largo, costole arrotondate, che ne slanciano la figura rendendolo anche più stabile.

che tutt’oggi continuano ad essere prese a modello.

Dal momento che non erano ancora state inventate adeguate tecniche di ferratura, la cura riservata agli zoccoli e agli arti inferiori in generale era estrema.

Sia i Greci che i Romani, inoltre, mostrarono particolare interesse nell’approfondimento dello studio del mondo equestre, come ben dimostrano le numerose opere dedicate all’argomento.

             

Proprio grazie a queste sue doti, il cavallo è diventato un compagno inseparabile nel percorso evolutivo dell’uomo…

Infatti, recentissime scoperte effettuate da studiosi e archeologi delle Università britanniche di Exeter e di Bristol, hanno dimostrato che le prime forme di addomesticazione vanno fatte risalire a circa 5.500 anni fa e sono geograficamente collocabili nella zona dell’attuale Kazakistan, sede all’epoca di popolazioni di cultura Botai.

E’ proprio nel momento in cui i nostri antenati hanno sentito la necessità di essere affiancati da un animale che fosse abbastanza docile da farsi cavalcare, unendo ad una poderosa resistenza fisica una innegabile agilità e facilità di corsa, che possiamo far risalire, anche se non con matematica certezza, le origini dell’incontro dell’uomo e del cavallo.

         

Il cavallo dimostrò sin da subito di essere in grado di soddisfare questa esigenza infatti, risultava efficace non soltanto nella gestione delle greggi degli altri animali da allevamento ma, soprattutto nell’addomesticazione di interi branchi di propri simili che erano altrimenti incontrollabili. Ben presto, quindi, grazie alla sua capacità di sopperire e ampliare le capacità di corsa e resistenza dell’uomo, il cavallo ha trovato le più svariate applicazioni, in campo produttivo e militare.

oltre alle doti caratteriali e fisiche non possiamo tralasciare l’importanza dei cinque sensi…

  •      la VISTA: Il campo visivo del cavallo è quasi senza pari, infatti ha un’ampiezza di circa 355 gradi; ciò è stato possibile a livello evolutivo perché, essendo una preda, in questo modo è in grado di scorgere ottimamente tutti i predatori che dovessero apparire all’orizzonte;
  •     l’UDITO: Il cavallo ha un organo dell’udito molto simile a quello dell’uomo: l’unico elemento di differenziazione è lo spettro dell’udibile che nel cavallo ha frequenze più alte. Questo animale quindi, è capace di udire suoni ad alta frequenza non udibili dall’uomo mentre, non riesce a percepire i suoni più bassi che invece l’uomo è capace di captare;
  •      l’OLFATTO: è un senso molto importante, infatti è proprio grazie a questo che ad esempio, i membri di un branco si riconoscono immediatamente;
  •      il GUSTO: il cavallo in natura trascorre molte ore al giorno mangiando quindi: il gusto è la sua guida. Grazie al fatto che questo senso è molto sviluppato, è capace di distinguere l’apporto in sodio dei diversi alimenti: in modo da prediligere che ne sono più ricchi per averne sempre in misura tale da soddisfare il bisogno giornaliero;
  •      il TATTO: è un senso molto importante per i rapporti sociali del cavallo. E’ per questo motivo che le carezze al cavallo fatte dall’uomo rivestono un ruolo più importante di quanto spesso si possa pensare.